Luca Bucchi ha vissuto nella sua città natale, dove è andato a scuola, fino al 1985. In tale anno, dopo essere stato chiamato al servizio di leva, fu trasferito a Pisa dove completò l’addestramento dei paracadutisti. In seguito fu mandato a Siena per entrare a far parte di un battaglione della Folgore. Dopo alcuni mesi dalla sua entrata in servizio subisce un grave incidente a causa del quale rimane paralizzato perdendo l’uso degli arti. Da questo momento in poi Luca Bucchi trova rifugio in un suo mondo di nostalgia e di ricordi che egli mette su carta in continuazione, scrivendo e disegnando. E’ così che, date le nuove circostanze. scopre la sua passione per il disegno. . L’Associazione VDMFK giudica subito interessanti i suoi lavori e gli concede una borsa di studio. In tal modo hala possibilità di migliorare la sua tecnica pittorica frequentando corsi di pittura in una scuola d’arte di Roma. In questa scuola ottiene il titolo di „insegnante“ d’arte. Successivamente si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 2007 è membro a pieni diritti della VDMFK. Luca Bucchi partecipa continuamente con alcune delle sue opere a grandi mostre in varie città come Roma e Madrid. La sua pittura, che da alcuni critici viene definita surrealmetafisica, si basa sempre sull’oggetto e sullo spazio.
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Il Prof. Tranquillo Fregoni soffre di una malformazione congenita delle braccia e delle gambe, a causa della quale non si può servire dei suoi arti. Tuttavia, il suo handicap non gli impedisce di frequentare la scuola dell’obbligo e il liceo, dove apprende a scrivere e dipingere con la bocca. Frequenta inoltre uno degli istituti d’arte più rinomati della Lombardia, dove studia con il pittore Gino Merloni. Tranquillo Fregoni segue inoltre dei corsi di disegno e pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, terminandoli con un diploma di laurea. All’età di 10 anni, Tranquillo Fregoni ottiene una borsa di studio dall’Associazione. Nel 1983 diviene membro della VDMFK. Già durante il periodo degli studi allestisce diverse mostre personali e partecipa a numerose mostre collettive, soprattutto in Italia, ma anche a Sydney, Madrid, Vienna e Locarno. Le sue opere ottengono sempre un enorme successo.
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A causa del vaccino antipolio, Natalina Marcantoni si ammala all’età di 11 mesi. La malattia le paralizza entrambi gli arti e la costringe a vivere su una sedia a rotelle. Dall’infanzia fino all’età di diciotto anni, trascorre la sua vita in vari Istituti, frequentando la scuola dell’obbligo ed un corso triennale di pittura su ceramica. Inizia così a dipingere e continua a coltivare questa passione per anni, realizzando diverse mostre dei suoi prodotti artistici. Dopo essere stata intervistata da un giornale locale, viene contattata dalla VDMFK e da allora inizia a dipingere quadri e a farsi conoscere dal pubblico attraverso i suoi dipinti. Nel 1989 riceve una borsa di studio dell’Associazione e, dopo aver conseguito la condizione di membro associato nel 1993, ne diviene, tre anni più tardi, membro a pieni diritti. Ciò le dà la possibilità di presentare i suoi lavori ad un più vasto pubblico in occasione di numerose mostre. Nel 1996 allestisce la sua prima mostra personale in un centro culturale di Verona, riscuotendo un considerevole successo. Un critico d’arte considera le sue opere come il punto d’incontro fra la pittura e la poesia. Secondo la sua opinione, Natalina Marcantoni sa recitare poesie con il colore. Le sue tele trasmettono un ardore ed una gioia di vivere. L’artista è capace di scuotere nel profondo l’anima umana assopita, e i colori delle sue composizioni floreali e dei suoi paesaggi hanno un effetto terapeutico su chiunque si ponga dinanzi ad essi con animo puro e ricettivo.

